FITOTERAPIA ONCOLOGICA NUOVO APPROCCIO INTEGRATO

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FITOTERAPIA ONCOLOGICA NUOVO APPROCCIO INTEGRATO

Messaggiodi doc54 » lun ott 10, 2011 11:50 pm

È stato calcolato che attualmente nel nostro Paese circa il 20% dei malati
oncologici facciano ricorso alle c.d. Terapie non convenzionali e fra queste in
primis alla Fitoterapia. Negli Stati Uniti questa percentuale sale anche al
50%.
Purtroppo il clima di angoscia del paziente e dei familiari di fronte alla
diagnosi e prognosi induce alla ricerca di soluzioni alternative non sempre di
provata efficacia. Grave a tal uopo è il fenomeno dell'automedicazione: non
si deve infatti dimenticare che i fitoterapici agiscono a livello ponderale, con
possibili effetti avversi talora anche severi. Inoltre la scelta del trattamento
non deve ostacolare l'efficacia di eventuali terapie farmacologiche e/o
radioterapiche già poste in essere dagli oncologi.
Va detto peraltro che la farmacopea ufficiale – allopatica – attinge da
sempre a piene mani da sostanze vegetali: si calcola che almeno il 60% delle
formulazioni oggi in commercio altro non sia se non la rappresentazione
sintetica di molecole già esistenti in natura. Inoltre l'associazione fra farmaci
chimici e fitoterapici è sempre più frequente in seno ai protocolli ufficiali, sia
per potenziare la cura, sia per attenuare gli effetti tossici e collaterali.
In quest'ottica d'integrazione molte Strutture oncologiche hanno recepito
l'importanza di questa sinergia: una per tutte il Memorial Sloan Kettering
Cancer di New York. Tale indirizzo di fatto rappresenta la naturale evoluzione
della ricerca che in ambito epidemiologico, preclinico e clinico procede nella
stessa direzione, ponendosi come passo significativo nella definizione di un
nuovo paradigma terapeutico oncologico.
Impiego razionale dell'onco-fitoterapia.
Le finalità terapeutiche possono essere così riassunte:
AZIONE IMMUNO-STIMOLANTE
In campo oncologico si tratta di selezionare i rimedi adeguati alla situazione
clinica specifica, individuandone altresì modi e tempi di somministrazione.
Prevenendo un'osservazione quasi certa da parte degli esperti in materia, si
precisa che detto tipo di immuno-stimolazione deve intendersi in
un'accezione del tutto compatibile con i convenzionali presupposti
oncologici.
AZIONE CHEMIO-PROTETTIVA
Molti fitoterapici sono risultati efficaci nell'inibire i noti fattori di crescita
tumorale, altri nell'impedire la degenerazione di cellule sane sottoposte
all'azione di cancerogeni ambientali, altri ancora nello stimolare l'apoptosi di

cellule già cancerizzate.
AZIONE DI SUPPORTO
Il quadro clinico del paziente neoplastico è gravato non solo dai sintomi
peculiari della malattia, ma anche da altre forme ad essa correlate comprese
quelle jatrogene. In tal senso l'associazione di fitoterapici riesce a migliorare
la compliance del malato, sia relativamente all'evoluzione del quadro di base
sia rispetto agli effetti collaterali dei protocolli chemioterapici convenzionali.
Inoltre in non poche occasioni si è constatato il potenziamento della terapia
classica grazie all'affiancamento di fitopreparati ad hoc, tanto da consentire
la riduzione dei tempi di trattamento.
AZIONE CITOTOSSICA DIRETTA
Molti fitoterapici sono stati sottoposti a studi scientifici atti a validarne
l'efficacia citotossica diretta versus cellule neoplastiche, peraltro con ottimi
risultati. Taluni rimedi vengono usati come tali, altri forniscono il substrato
per l'estrazione di preparati semisintetici. Sovente se ne concretizza un uso
sinergico.
Campi d'applicazionedell'onco-fitoterapia


In sintesi disponiamo di fitoterapici atti a:

Azione preventiva, immunomodulante, antiossidante, detossinante.
Chemioprevenzione di neoplasie e recidive.
Azione onco-fitoterapica diretta di neoplasie e recidive.
Chemiopotenziamento e tollerabilità dei protocolli convenzionali.
Chemioprotezione dagli effetti jatrogeni della chemioterapia classica.
Radiopotenziamento e tollerabilità dei trattamenti convenzionali.
Radioprotezione dagli effetti jatrogeni della radioterapia classica.
Micoterapia ad azione antitumorale e protettiva delle cellule sane.
Elementoterapia di prevenzione e sostegno nelle cure antiblastiche.
Calcolando che il nostro pianeta ospita circa 600.000 specie vegetali, di cui
solo il 5% è stato sottoposto a seri studi chimico-farmacologici, è ovvio che
molto resta ancora da esplorare. Tuttavia ciò non inficia quanto già esperito
con successo ed anzi stimola la ricerca a procedere sempre più in tal senso.

Sono onorato di far parte dell'Associazione Ricerca e Terapia Oncologica Integrata (A.R.T.O.I.) e vi propongo la visione di questa intervista al nostro Presidente: http://www.youtube.com/watch?v=7_R_26xTYF4 affinché possiate apprezzare il nostro operato.
Dr. Giancarlo Cavallino
St. Medicina Integrata
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